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2026-07-28 · 8 min read

NVIDIA $250 Miliardi per OpenAI: Il Data Center da 10 GW che Riscrive le Regole dell'AI

NVIDIA sta negoziando una garanzia finanziaria da 250 miliardi di dollari per permettere a OpenAI di affittare il più grande data center della storia: 10 gigawatt in Ohio, costo totale 500 miliardi. Un'operazione che trasforma NVIDIA da fornitore di chip in banco centrale dell'infrastruttura AI mondiale.

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NVIDIA $250 Miliardi per OpenAI: Il Data Center da 10 GW che Riscrive le Regole dell'AI

Il deal più grande della storia della tecnologia

Il 26 luglio 2026, il Wall Street Journal ha rivelato un'operazione senza precedenti: NVIDIA è in trattative per garantire 250 miliardi di dollari di finanziamenti a OpenAI, permettendo all'azienda di Sam Altman di affittare un data center da 10 gigawatt in costruzione a Piketon, in Ohio. Il costo totale del progetto? Oltre 500 miliardi di dollari, con un lease di 20 anni. Per contesto: 250 miliardi è più del PIL di diversi paesi europei.

Il data center, sviluppato da SB Energy, sussidiaria energetica di SoftBank, sorge su un'ex area federale del Department of Energy — il sito di Portsmouth, nella contea di Pike, a circa 109 chilometri a sud di Columbus. È destinato a diventare il più grande data center mai costruito sulla faccia della Terra.

I numeri del colosso

  • 10 GW di potenza: equivalente al consumo elettrico di una grande città. Per dare un'idea, un data center tradizionale consuma 50-100 megawatt. Questo sarà 100-200 volte più grande.
  • 500 miliardi di costo totale: superiore alla capitalizzazione di mercato di molte aziende Fortune 500.
  • 9,2 GW di generazione on-site: il sito includerà turbine a gas per produrre autonomamente la maggior parte dell'energia necessaria.
  • 33 miliardi di investimenti elettrici: coperti da un accordo commerciale USA-Giappone che finanzia l'infrastruttura energetica.
  • Prima fase operativa nel 2028: circa 800 MW, con espansioni progressive fino a 10 GW completi.

Perché NVIDIA diventa il banco centrale dell'AI

Fino a oggi, NVIDIA era il fornitore dominante di chip AI: con una quota di mercato dell'81% e ricavi data center di 216 miliardi di dollari nel fiscal year 2026, la compagnia di Jensen Huang ha capitalizzato la domanda esplosiva per GPU H100, Blackwell e generazioni successive. Ma questo deal rappresenta un cambio di paradigma.

NVIDIA non vende più solo chip. NVIDIA garantisce il debito. OpenAI, che non ha ancora un rating investment-grade e non è profittevole, non riesce a ottenere finanziamenti sui tradizionali mercati del debito per un progetto di questa scala. La garanzia di NVIDIA funziona come un backstop: il chipmaker si impegna a coprire le obbligazioni se OpenAI non è in grado di rimborsarle, permettendo a SoftBank di raccogliere capitale a condizioni più favorevoli.

Non stiamo parlando di un fornitore che vende hardware. Stiamo parlando di un fornitore che diventa garante finanziario del proprio cliente, per un importo che supera il valore di mercato di molte banche centrali.

In parallelo, NVIDIA starebbe discutendo un accordo separato da 350 miliardi di dollari per finanziare direttamente gli acquisti di chip da parte di OpenAI per il sito. In totale, NVIDIA potrebbe esporre fino a 600 miliardi di dollari in garanzie e finanziamenti legati a un singolo cliente.

Il problema del circular financing

La struttura dell'accordo ha sollevato preoccupazioni tra analisti e osservatori finanziari. Axios ha definito la dinamica "circular financing": NVIDIA garantisce il debito di OpenAI, che userà i soldi per affittare un data center pieno di GPU NVIDIA, acquistate con finanziamenti sempre garantiti da NVIDIA. In altre parole, NVIDIA sta creando domanda per i propri chip finanziando i clienti che li comprano.

Questo schema ricorda le pratiche di vendor financing degli anni '90, quando aziende di telecomunicazioni finanziavano i propri clienti per stimolare gli acquisti — con risultati disastrosi quando i clienti non riuscirono a rimborsare. La differenza di scala, però, è abissale: i 250 miliardi di garanzia superano ogni precedente storico.

D'altro canto, i sostenitori dell'operazione sottolineano che NVIDIA ha una posizione di mercato quasi monopolistica, con 1 trilione di dollari di domanda confermata di chip AI fino al 2027. Se OpenAI ha successo, il ritorno per NVIDIA sarà proporzionale al rischio. E il governo americano, che supporta attivamente lo sviluppo dell'infrastruttura AI domestica, è dietro l'operazione.

Il contesto: la settimana del compute

L'accordo NVIDIA-OpenAI non è un evento isolato. Nella stessa settimana del 22-27 luglio 2026, si sono susseguite almeno tre mega-operazioni nell'AI infrastructure:

  • NVIDIA → OpenAI: $250B di garanzia per il data center Ohio + $350B per i chip.
  • AMD → Anthropic: $5 miliardi di investimento diretto, con Anthropic che deployerà fino a 2 GW di GPU AMD Instinct MI450.
  • SoftBank → OpenAI: $40 miliardi di bridge loan sindacato con 21 lender per consolidare la propria stake.

Nel complesso, i quattro grandi hyperscaler — Amazon, Microsoft, Google e Meta — stanno investendo collettivamente quasi 700 miliardi di dollari nel 2026 in data center, GPU e infrastrutture di supporto. È il più grande investimento tecnologico annuale della storia. Meta da sola ha previsto capital expenditure tra 115 e 135 miliardi per il 2026.

Cosa significa per l'AI italiana ed europea

Per le aziende italiane che valutano l'adozione dell'AI, queste cifre possono sembrare astratte, ma hanno implicazioni concrete:

  • Concentrazione del potere: l'infrastruttura AI globale sarà sempre più concentrata negli USA, con pochi player che controllano compute, modelli e finanziamenti. L'Europa rischia dipendenza strategica.
  • Costi dei modelli: se OpenAI deve rimborsare 500 miliardi di lease, i costi delle API di ChatGPT e dei modelli GPT potrebbero aumentare significativamente nei prossimi anni.
  • Opportunità di alternative: la scalata di AMD verso Anthropic e l'emergere di modelli open-weight (Kimi K3, Inkling, Cosmos 3 Edge) offrono percorsi alternativi per chi vuole ridurre la dipendenza da un singolo fornitore.
  • Sostenibilità: un data center da 10 GW con generazione a gas on-site solleva questioni ambientali serie. L'AI del futuro sarà anche una questione di bilancio energetico.

La vera domanda: è sostenibile?

Il deal NVIDIA-OpenAI rappresenta il punto di non ritorno dell'AI infrastructure. Non si tratta più di costruire data center: si tratta di costruire centrali elettriche dedicate all'intelligenza artificiale. La scala è tale che i tradizionali parametri di valutazione finanziaria rischiano di non essere sufficienti.

Se l'AI generativa mantiene le promesse — agenti autonomi, automazione enterprise, breakthrough scientifici — i 500 miliardi saranno un investimento storico. Se invece la domanda di compute si stabilizza o i modelli open-weight riducono i margini, sarà uno dei più grandi rischi finanziari mai assunti da un'azienda privata.

Quello che è certo è che NVIDIA, con questa mossa, non è più solo un'azienda di semiconduttori. È diventata l'istituzione finanziaria dell'era AI.


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